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L'emozione è un atto di risposta ad uno stimolo esterno, si reagisce a ciò che altri ci dicono.
In verità l'emozione è uno stimolo di tipo sociale ed esprime l'esigenza fisica di determinarsi in base alle proprie reazioni e quindi sapere di essere parte di un gruppo.
Spiegare all'ego che esiete è molto difficile e le emozioni sono una delle strategie che vengono messe in atto.
Andare oltre le emozioani significa superare lo spreco energetico dovuto alla reazione indotta, per lasciare spazio alla fine solo all'empatia covibratoria.
Nevrosi e impulsi istintivi
Quando i conflitti e la repressione inconscia arrivano a scontrarsi insorgono le nevrosi, che non permettono di leggere la realtà in maniera coerente.
Ogni azione si trasforma in un conflitto in cui è impossibile capire e discernere con tranquillità perchè semplicemente non sapete cos'è la tranquillità. Anche se a livello razionale emotivo siete in grado di dirvi cosa va bene e cosa no, all'atto pratico quello che succede in situazioni di problem solving è il risultato delle vostr pulsioni senza possibilità di controllo.
Abbassare i picchi emotivi e imparare a concedersi il tempo di stare in silenzio, questa la migliore strategia di controllo.
Emozioni e conflitti della persona
L'emozione, come la musica, trasforma l'universo di tutti i giorni e dà magicamente, il mezzo per cambiare il mondo.
L'emozione è un conflitto che a volte è adattamento, a volte disfatta.
L'emozione è la manifestazione intensa del dramma che viviamo con il mondo.
<Ci è proibito essere severi con gli emotivi. L'emozione ci è data allo stesso titolo del dolore, come una debolezza, che è il prezzo di un privilegio, non si può pretendere di prendere il privilegio senza pagarne il prezzo.
Lo spirito è ben lontano dall'essere ridotto al sangue freddo ed è giustamente che Barrès ha parlato del "magnifico equilibrio degli imbecilli".> (Pradines)
L'emozione rappresenta una caduta nella gerarchia dei comportamenti. Il sentimento è una regolazione dell' azione.
Caduta nella gerarchia dei comportamenti
Le emozioni sono una altro modo del sè di affermarsi: la risposta emotiva è legata a modelli e strutture che vengono insegnati e recepiti fin dalla nascita. Ad un'azione corrisponde una reazione, e nel caso in cui sia difficile trovare una risposta razionale si trasforma in emozione: una carica di energia dispersa nell'affermare attaccamento e difficoltà ad affrontare gli avvenimenti da osservatore.
Basti l'esempio della morte: un occidentale alla morte di un congiunto si dispera, esprime emozione, lacrime e difficoltà a pensare al futuro. Un orientale accompagna semplicemente il defunto verso il luogo della sepoltura considerando il suo corpo come una macchina non più utile, che non contiene più il parente. Non piange non si dispera, ha un altro atteggiamento emotivo, opposto e categorizzato diversamente rispetto alla cultura occidentale.
I costrutti emotivi sono un modo di affermare la propria appartenenza e la propria coerenza con il modello in cui si viene educati.
L'aspetto emotivo si esprime sempre quando la difficoltà, e l'incapacità a trovare soluzioni, mettono in difficoltà l'autoconservazione. In queste situazioni in cui la sensazione di impotenza genera frustrazione l'unica possiblità è di ricorrere ad un passo indietro nella propria struttura psichica, ovvero scendere al livello delle reazioni incontrollate e irrazionali.
Questo permette, nel bene e nel male di risolvere l'empasse e riportare la soluzione verso uno stato di coerenza.
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