L' Omniverso è immutabile,
dinamico, in divenire, intelligente
Egli è tutto ciò che è
Tutto è in tutte le direzioni
La Supercoscienza è in ogni direzione
osservatrice inosservata
L'Omniverso si specchia nell'Uomo
Esiste una sola verità omniversale
La verità è nascosta in ogni uomo
Regola per l'HOMO NOVUS
Conosci te stesso per liberarti
Conosci l'Omniverso
Impara l'Inevitabilità
Sii Amore
La ragion d'essere è la Vita stessa
Vivere per essere
La cultura tradizionale ha da sempre utlizzato ogni materiale prodotto nel ciclo annuale, senza mai buttare via nulla.
In particolare i rami di potatura dei noccioli trovavano utlizzo nella costruzione di canestri e ceste, un vero esempio di valorizzazione delle risorse.
L'uomo e il suo ambiente
La cultura contadina basa lo scorrere del tempo sul ciclo annuale di sussistenza: produzione del cibo, stoccaggio, cura delgli animali, ripristino delle architetture, riparazione di atrezzi. La maggior parte di questi lavori si svolgeva in un preciso periodo dell'anno, perchè le materie prime e la disponibilità di tempo erano dipendenti dall' attività della natura. E così la primavera portava un risveglio della vita, con grande fervore di lavori, l'estate era il momento di cura e raccolta del cibo, l'autunno la lavorazione e infine l'inverno era dedicato al riposo e al lavoro fino, perchè le avverse condizioni climatiche specialmente per le popolazioni montane non permettevano di muoversi molto.
La sera davanti al fuoco con un bicchiere di grappa e gli amici, i
contadini si raccoglievano a raccontare storie e fare filò, ma la
praticità del pensiero tradizionale non incline all'ozio, induceva i
partecipanti ad occuparsi anche in qualcosa di utile. Mentre si parlava e
beveva c'era chi riparava atrezzi, che intrecciava gerle e magari chi
suonava uno strumento popolare come ad esempio la cetra
e i bambini giocando intorno, osservavano e imparavano l'arte dell'autoproduzione fin da piccoli.
L'arte di intrecciare il legno
La creazione di manufatti costruiti con listelli di nocciolo intrecciati era un lavoro da uomini: canestri, gerle, cesti, vasi e contenitori di tutti i tipi, il risultato della fatica.
Ogni contadino nel suo bagaglio di conoscenze aveva la capacità di creare con una semplice roncoletta un oggetto utile alla propria quotidianità.
Gesti ripetuti da generazioni e generazioni, atrezzi passati di mano da padre in figlio, una conoscenza orale tramandata con la praticità e la ripetizione: vedo quindi imparo, si direbbe oggi per i metodi più moderni di insegnamento.
Legname e recupero delle materie prime
Trovare il giusto legno destinato alle gerle era importante, perchè determinava la qualità finale: ramaglie troppo secche o troppo umide avrebbero influito molto sulla durata e stabilità del lavoro.
Il bosco veniva osservato attentamente per trovare angoli riparati dal vento, incline a seccare troppo il legno, e si cercava il momento in cui l'albero non era troppo umido, perchè altrimenti potevano essersi formate muffe o funghi.
Per l'intreccio erano necessari rami di nocciolo e rami di un'altra pianta selvatica simile alla siepe, che avevano la caratteriestica di essere estremamente flessuosi quando venivano lavorati, ma che sucessivamente si indurivano creando stabilità nella struttura.
La ramaglia veniva recuperata nel rispetto della pianta, operando una potatura utile e necessaria per la salute stessa dell'albero.
Tagliati i rami essi venivano raccolti in fascine e trasportati verso le abitazioni, dove si passava subito alla fase di produzione delle liste.
Tecniche di lavorazione
La materia prima sono le liste flessibili di nocciolo, che vengono ottenute per intaglio degli anelli di crescita dell'albero e quindi separate dal ramo attraverso una pressione su tutta la lunghezza. In questo video Luciano mentre estrae una lista dopo aver praticato l'incisione con la roncoletta.
Ottenute le liste, che devono essere estratte quando il legno è ancora verde, si ha un materiale grezzo che può essere messo a magazzino per lungo tempo, anche anni. Sucessivamente per utilizzarlo sarà solo necessario immergerlo in acqua piovana per qualche ora, 3-5 a seconda del grado si secchezza, non di più altrimenti scurisce e diventa inutilizzabile perchè si sfalda.
Per la struttura portante si utilizzano rami interi, che vengono piegati ancora verdi utlizzando il ginocchio e facendo pressione fino ad arcuarli. Luciano riporta che è difficile selezionare i rami per la struttura e che spesso di 5-6 ne risultano buoni solo un paio.
Il risultato.
L'arte di intrecciare il legno ha la sua localizzazione, per cui ogni zona ha adattato le proprie esigenze, in Trentino Alto Adige si creano gerle per il trasporto della legna e del fieno, cesti per la rccolta di funghi, e cesti per il trasporto di vivande, ma è la fantasia di chi esegue il lavoro a determinare la vera forma finale del lavoro, che sarà sempre un prodotto unico e speciale.
Ringraziamenti.
Ringrazio Giuliano di Miola di Pinè (Trentino) per la disponibilità e l'entusiasmo con cui porta avanti la tradizione.