Amica gramigna
Le graminacee sono piante infestanti presenti ovunque nei nostri prati al limitare dei boschi e in generale in luoghi incolti. Questo genere di erbacce viene considerato da sempre un agente di disturbo per l'agricoltura, ma in verità la gramigna e le sue sorelle sono un regalo prezioso che la natura ci offre durante tutto l'anno.
La gramigna una pianta sottovalutata
La gramigna è una pianta che presenta un fusto eretto terminante in una spiga, essa si propaga attraverso il proprio rizoma, che crea una fitta rete di radici sotto il primo strato di terra. Della gramigna sono interessanti a fini alimentari gli apici, ovvero la spiga matura, contenente i semi, e il rizoma, ricco di amidi e sostanze nutritive.La pianta può utilizzata durante tutto l'anno solare, infatti se anche la spiga segue il ciclo naturale di maturazione estiva, il rizoma è disponibile per tutto il tempo rimanente.
Vediamo ora come è possibile utilizzare la spiga delle graminacee per la produzione del pane. Il processo qui descritto è il frutto di studi di archeologia applicata al periodo del mesolitico.
Raccolta dei semi
A tarda estate osservare le spighe della gramigna e il momento in cui si presentano dorate raccogliere i semi asportandoli dalla spiga direttamente con il loro involucro. Per la raccolta sono indicate tutte le specie di graminacee che presentino una spiga pendente.
Separazione dei semi dalla pula
Questa seconda fase lavora i semi con l'utilizzo di una pietra e li separa dalla crusca esterna. Per eseguire questa operazione è necessario munirsi di un basamento rettangolare sia in legno che in pietra della misura di circa 30 * 40 cm. Come rullo macina utilizzare invece una pietra oblunga di forma cilindrica.
Porre i semi ancora grezzi in centro sulla lastra, posizionare la pietra macina e utilizzando le mani come se fossero un mattarello passarla sopra la materia prima. In questa fase i semi sono ancora freschi e quindi non è possibile eseguire un lavoro completo di separazione. Infatti il passaggio alla macina serve a pestare e scorticare i semi per prepararli alla successiva tostatura.
Tostatura con pietre bollenti
I semi prelavorati con la macina vengono messi in un contenitore concavo, nel frattempo vengono fatte riscaldare alcune pietre refrattarie nel fuoco. Quando le pietre sono diventate bollenti vengono aggiunte ai semi che in questo modo vengono riscaldati, l'obiettivo è quello di scaldare la pula e bruciarla. Per ottenere un lavoro omogeneo è necessario girare e mescolare i semi insieme alle pietre e di volta in volta aggiungere pietre calde e togliere quelle che si raffreddano. Alla fine nel contenitore saranno presenti sul fondo i semi e superiormente la crusca che può essere eliminata facilmente passando la materia dalle mani al contenitore soffiando. Questo processo permette di essiccare molto velocemente i semi, di
decorticarli per renderli infine disponibili all'uso alimentare.
Preparazione del pane
Ottenuta la separazione dei semi, questi vengono posti nuovamente sul ripiano rettangolare viene aggiunta un po' di acqua e inizia la creazione della pasta per il pane. Chiaramente si tratta di pane primitivo non lievitato e a base di semi macerati e tritati con acqua. Nulla toglie però alla capacità nutritiva di tale alimento. I semi e l'acqua vengono lavorati con la pietra fino ad ottenere una pastella omogenea, che viene addensata e messa in forma con le mani e quindi deposta sopra alcune foglie verdi di una pianta non tossica. Il pane viene quindi messo a cucinare tra la cenere del fuoco ricoprendolo completamente e lasciandolo per circa 40 minuti al caldo.
Conclusione
l'alimento così ottenuto può essere trasportato in quantità, perché non va a male ed è stato disidratato attraverso la cottura, inoltre gli amidi contenuti nel seme sono stati meglio separati della cellulosa e quindi resi più digeribili. In questo modo si dispone di cibo e quindi energia non deperibile e leggera.
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