Il Logos è una funzione generale di definizione omniversale, una sorta
di DNA generativo, che contiene ogni livello di presenza e realtà
espressiva
Il temine LOGOS, si associa generalmente al campo mistico religioso, identificandolo come entità parola creativa, in grado di generare la realtà. Ma questo non è altro che una definizione ingabbiata della funzione frattale omniversale.
Il Logos è la matrice generale che permea tutti i livelli vibrazionali, creando una speciale forma di esperienza: il PHI Φ (leggi FI), un numero armonico che contiene e determina ogni macro e micro fluttuazione.
In generale il frattale è una funzione matematica complessa a risoluzione infinita, ovvero, può essere analizzato sia in proporzione macro, a livello di grandezza di una galassia, ma anche e contemporaneamente a livello ultra micro, senza per questo degradare il proprio livello di precisione.
Il Φ è musica delle sfere
Il frattale del LOGOS è il PHI ovvero il rapporto aureo, che si ritrova nei costrutti più importanti della vita, e nelle più profonde espressioni della realtà, che seguono la sua regola armonica: le proporzioni delle spirali, dell' uomo, delle piante, gli assetti astronomici e in generale la musica delle sfere tutti si concentrano in questa vibrazione di allinemento armonico.
Il LOGOS non è però un semplice numero, è un'esperienza, un sentire, un essere, perchè ogni espressione allineata e coerente al PHI viene percepita secondo due parametri: la bellezza e l'amore. Vedere bellezza e amore nella matematica è un po'anacronistico, ma è proprio perchè la realtà è multiforme e multilivello che bisogna comprendere che anche le sensazioni i sentimenti sono matematica vibrazionale, PHI e quindi LOGOS.
L'UOMO singolarità che determina consapevolmente il PHI Φ
Ma per sentire c'è bisogno di chi ascolta, guarda, condivide, ma anche riesce a capire che sta compiendo questa azione osservativa, e in questo la singolarità la rappresenta l'uomo, che riesce intuitivamente a cogliere il PHI e a penetrare il LOGOS, per poi farne uso consapevole nelle proprie creazioni reali imperfette, olografiche, che mantengono l'impronta dell'originale, ma non sono altro che una piccola ombra di esso.
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