La realtà umana è molto affascinante, perchè anche nella sua imperfezione mantiene un'impronta di grandiosità.
E' un riflesso e un tentativo di emulare la perfezione frattale Φ della natura, ma con una volontà autocreativa determinanate. Gli umani son in grado di terrraformare il loro mbiente, di strutturarlo, di darsi regole di autocoscienza di gruppo e allo stesso tempo possono pensare, con arroganza, che il loro risultato sia il migliore possibile e spesso anche l'unico e inevitabile.
La V-Reality emula in continuazione equilibri preesistenti, riproduce e rimodella in maniera originale e propria strutture formanti. Ma si prende sempre troppo sul serio, e non vede che in verità non sta creando niente di nuovo.
Una delle esperienze frattali del Logos, che ho citato più volte è quella specchiarsi nella creazione imperfetta ma autodeterminante dell'umano,

Una possibilità limitata agli aspetti quantici e non frattali: l'umano è in grado di agire sulla realtà tridimensionale, con conoscenza frattale inconsca e la sola volontà di sapere e sopravvivenza evolutiva che è la spinta del proprio essere sigillato.
In questo progetto l'umano si costruisce il suo mondo nel mondo, dimenticando la realtà preesistente e per vivere solo nella propria V-Realtà.
E' come se una persona per capire di esistere avesse a disposizione uno specchio, lo specchio però va in frantumi e la persona invece della propria immagine inizia a vedere qualcosa di diverso, un caleidoscopio, un riflesso di sè che però essendo l'unico diventa con il tempo la percezione stessa della propria essenza fino a cancellare la traccia iniziale dello specchio aggiustato.
La V-Realtà è così: il barlume riflesso di uno specchio rotto.
Solo pochi vedono l'imperfezione arrogante e conoscono la vera natura dell' Omniverso Φ, pochissimi. Alcuni stanno dalla parte del potere altri dalla parte del ritiro, nel bilanciamento di opposti e in base agli obiettivi, osservatori o costruttori (vedi articolo costruttori e osservatori ) e in mezzo la massa totale, il gregge.
La realtà dei costruttori è imperfetta
E' fondata sul potere, la capacità di sopprimere: io posso distruggere, io posso fare paura. Io è funzione, un esercizio personale e individualistico di architettura, nel quale il successo dipende dal grado di sopraffazione che si utilizza e si raggiunge.
L'esperienza umana di costruzione è sublime anche nella sua negatività, perchè unica e necessaria, per poter poi rimettere insieme lo specchio ed evolvere nell'inevitabilità del ritorno. A te decidere dove stare.
|