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Sono passati 37 anni da Quando Giorgio, famoso pittore vide per la prima volta il quadro di Piero della Francesca.
E in 37 anni ci ha meditato sopra fino allo spasmo, arrivando a conoscere fino all'ultimo tocco di pennello, per capire, che dietro a quell'immagine c'era scritto qualcosa che agli altri sfuggiva.
Storia di riconfigurazione e disciplina.
Ho incontrato Giorgio la prima volta un Giovedì di Giugno 2008, al ristorante in un pranzo di gruppo in cui lo spirito di espansione arrogante e personificante aleggiava sovrano.
Io sono, ho fatto, mi sento, vedo e percepisco IO IO IO.
Molto poco Quantico multidimensionale. Ma alla fine la sprpresa. Il pittore con sguardo di bambino furbacchione mi invita ad una rivelazione, una cosa sconvolgente.
Fisso l'appuntamento per il martedì successivo e preciso alle 8 suono al campanello del suo studio.
La persona che avevo incontrato la volta precedente era sparita, davanti a me si presentava un umano felice e pieno di vita che finalmente senza maschere voleva mostrarmi una sua scoperta.
Era ansioso, si vedeva che non era ancora stato capito.
Passa subito al dunque e mi mostra una grande riproduzione di un quadro di Piero della Francesca.
Mi dice subito che in tutti i testi è indicato come il più importante di tutta la produzione, ma che di studi ne sono stati fatti talmente pochi che il commento sull'opera da parte dei critici si riduce a poche righe: Madonna con bambino. Ma sono tutte balle, perchè in realtà rappresenta la passione e la trasfigurazione di Cristo e lui l'ha scoperto.
Inizia una dotta disquisizione con misure appunti precisi analisi, mi entusiasmo moltissimo, è veramente una grande scoperta, Giorgio ha trovato un messaggio chiarissimo anche se celato dentro un quadro.
Osserviamo l'Angelo, la Madonna il Bambino e tutti gli oggetti nella stanza raffigurata, una rappresentazione incredibile che porta a vedere che la luce di trasfigurazione è un rapporto a 8, l'infinito, un numero.
Ma io vedo che c'è una figura angelica umana e dico: "si ma chi sei tu!" Rivolto alla figura nel quadro, e lui sbotta non lo so.
Giorgio mi ha salutato parlandomi di Angeli che sono la sua passione, li vede da tutte le parti, ha una capacità fuori dall'ordinario di vedere la realtà, osserva tutti i minimi particolari in un batter d'occhio, è un vero umano quantico, non ancora consapevole del corpo quantico, ma riconfigurato completamente e ormai sta trovando la sua ragione d'essere, perchè io penso che l'Angelo in quel quadro sia lui.
A Giorgio la mia stima e affetto, per la passione di una vita passata a combattere il mondo dei pupazzi a muso duro e per la disciplina che anche a te lettore sottolineo. Una disciplina di riconfigurazione, che fa sgambetti all'ego e lo trasmuta in un io e quindi uno spirito. Sulla via del corpo quantico vedi che il tempo è relativo, pur di arrivare a vivere il tuo attimo infinito di sapere.
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