Gli eco furbi sono un
sottoprodotto sociale becero e barbaro, che sfrutta l'onda di
insoddisfazione per trarne profitto, come nelle guerre facevano coloro
che vendevano al mercato nero i generi di prima necessità.
In una società senza ideali anche chi percorre vie alternative si ritrova prima o poi a corrompersi con il denaro, perchè insistentemente ogni persona che incontrano chiede loro: "E con i soldi come fai?" e i soldi e i soldi???? Assillati da tale domanda trasformano il loro ideale in un modello di capitalismo parassita, incapace di creare una nuova sociatà e soprattutto di favorire le energie di rinnovamento.
La domanda è quale il compromesso?
La trappola del lavoro alternativo
VIaggiando tra il mondo di VIVERE ALTRIMENTI ho incontrato molte persone, pochi individui e qualche Umano.
La maggioranza di loro dichiara di volere costruire un mondo nuovo, di cercare l'interazione, di essere pronta al salto quantico, di voler iniziare da subito un nuovo stile di vita, di rifuggere il denaro, e di non considerare la proprietà come strutturante.
Per vivere si inventano di tutto: attività non convenzionali, agricolture bio-super-dinamiche-spirituali ad alto valore aggiunto (di superstizione), prodotti di prodotti che solo loro hanno e nessun altro, teorie di prodotti per farti capire che non esiste altro all'infuori del loro, registrano nomi, fanno pseudo ricerche e pubblicano risultati sconvolgenti, scrivono libri, riciclano materiali.
Attività tutte onorevoli nel loro principio, magari anche lacunoso o naif, ma con un grande neo: ogni risultato di questi lavori pruduce qualcosa che costa moltissimi soldi, ovvero l'alternativo crea oggetti che secondo lui devono essere pagati fior di quattrini.
OK il prezzo è ingiusto
Un chilo di prododdo agricolo alternativo costa come l'oro, un litro di succo di smbuco costa come due litri di olio d'oliva, una settimana di corso di sviuppo personale porta via uno stipendio, una seduda con uno sciamano mago profeta veggente costa come la visita di un primario, una t-shirt con il logo dall'associazione xy è più cara di un prodotto firmato.
Se chiedi: "Perchè costa così tanto?" Le risposte sonno di vario genere ma sempre legate al denaro, perchè questi ecofurbi in realtà vivono al margine, ma senza minimamente cercare di uscire dal sistema per crearne un altro, sfruttano nuove nicchie di mercato per trarne profitto, lavorare poco e pascersi della stupidità di chi accetta i loro prezzi, perchè anche loro sono consapevoli del valore reale di ciò che offrono e io stesso ho visto come si compiacciono quando riescono a far pagare un chilo di prodotto tre volte tanto rispetto a quello "normale".
Parassitismo sociale
Gli Eco furbi si avvalgono di nicchie fiscali grigie, tipo associazioni, mercatini, e altro, non contribuiscono alla società collettiva, ma, e questo è fondamentale, ne usano i servizi si muovono agili tra le pieghe di privilegi silenziosi. Se una persona decide di essere esterno al sistema che ne esca, ma non deve continuare ad usarlo impropriamente, dichiarando però di non accettarlo.
L'Ecofurbizia sembra più un arrangiarsi alla ricerca dell'ozio di stato, un po'come quelli che vanno a chiedere i pacchi alimentari malgrado non ne abbiano bisogno o chi chide la disoccupazione dopo aver lavorato esattamente il tempo necessario per ottenerla, o chi si fa assegnare una casa popolare dichiarando con contabilità creativa uno stato di indigenza.
Neocapitalismo elitario e borghese
I gruppi di ecofurbi, come le associazioni di commercio "solidale", fiere eco bio eque, mercatini e mercati di vendita di prodotti del contadino, propongono un modello di neocapitalismo elitario e borghese, accessibile solo a chi dispone di entrate cospicue. Da esso il 90% della popolazione ne è escluso.
Nessun proletario può permetersi un chilo di pane a 10 euro, un formaggio a 25, legumi a 6, oppure avere cure alternative che costano cifre enormi e non sono rimborsabili da nessuno, o frequentare corsi di sviluppo per i quali dovrebbe fare un mutuo,.
Questo proletariato, che ormai comprende anche la fascia che era chiamata media, aggirandosi per gli stand di sedicenti fiere alternative non riesce a consumare neanche un pasto frugale, perchè costa come una grande cena al ristorante.
Il prezzo è dato dal lavoro
Il mercato alternativo deve staccarsi dalla logica di profitto fine a sè stesso e ricalcolare i prezzi. E'necessario riportare il focus sul tempo lavoro e sulla specializzazione richiesta, non si può pretendere di lavorare 5 ore alla settimana, e vivere bene, oppure fare viaggi ad esempio in India e comprare merce a 1 e venderla a 50. Bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani, fare ciò che si vuole offrire, calcolare cosa pensiamo sia necessario per vivere decentemente, quanti soldi, guadagnare per non dover essere dipendenti dal sistema e su questo capire quante ore di lavoro devono essere dedicate per ottenere tutto ciò.
Un nuovo criterio
Per superare il sistema e crearne uno nuovo ecco un nuovo criterio di calcolo:
costo materia prima+costo tempo impiegato per la produzione+costo grezzo di commercializzazione
Il tempo impiegato è la parte più importante del calcolo prezzo, ritorna a dare alla merce o servizio un valore umano e non di scala, un valore che riunisce il produttore con l'acquirente, che non è un consumatore, bensì un utilizzatore, che a sua volta svolge un'attività che gli permette di ottenre il necessario.
Conclusione
L'Ecofurbo dia una svolta al proprio ideale e si faccia un esame di coscienza importante, solo così potrà superare il proprio stato di limitazione.
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