Nella realtà della natura c'è chi osserva e chi costruisce
chi si rende
conto che ogni sforzo di creare è solo un'esperienza per capire che
tutto è già perfetto e chi invece gode della propria creazione e del
proprio esercizio di potere.
Come è bello stare seduti su una collina e dominare l'orizzonte, si ha l'impressione di avere tutto in mano, di prenderlo a averne il potere, non per niente re e faccendieri si sono sempre costruiti le loro dimore in cima a qualcosa, per dominare, spandere sui loro possedimenti la munifica immagine deificata del loro potere. Ma anche il monaco errante si è spesso femato sul poggio ad osservare in raccoglimento la grandezza del paesaggio e l'infinito degli spazi silenziosi ma così vivi.
Costruire ed osservare, entropia e anaentropia, dispersione di energie e conservazione.
L'approccio della capacità creativa umana nei confronti del mondo tangibile è di due tipi dettati dalla pulsione di affermare il sè o di sublimare lo spirito.
IL COSTRUTTORE
L'umano adulto e individuato cerca di rispondere all'esigenza di esistere reagendo nel suo ambito circostante modificandolo e adattandolo alle proprie attitudini esperienziali. La sua azione si protrae in forma espansiva nel tempo ricercando la marcatura di territori sempre più estesi. Per ottenere questo applica il potere che è riuscito ad acquisire al fine di scavalcare la volontà esistenziale di altri umani, in una lotta serrata che termina solo con la morte. Nel corso di questo processo l'esercizio del potere richiede quantita crescenti di energia, che l'umano recupera sbilanciando altri simili o distruggendo gli elementi presenti sul territorio.
Complessivamente questa strategia di determinazione dell'esistenza è basata su un uso univoco della razionalità e del principio di causa effetto: io sono in quanto agisco sulla realtà (causa) e ne ottengo vantaggio o svantaggio (effetto).
L'OSSERVATORE
L'Umano osservatore passa sulla terra e si individua osservando i processi di formazione frattale della realtà, comprende come le azioni umane siano semplici riflessi olografici di una funzione perfetta, il Φ omniversale. La sua determinazione dell'esistenza è un insieme complesso di interazioni coscienti con l'ambiente totale, non pratica il potere per darsi l'immagine di persona (=maschera) ma rimane nudo come l'Adamo del paradiso terrestre a vivere celebrando la perfezione del tutto.
L'attitudine ad interagire in modalità Φ offre all'Umano la capacità di agire direttamente e in maniera completa sulla realtà, diventando cocreatore dimensionale dell'esperienza frattale nel piano quantico.
Esistere entropico e ananentropico
Cerca ora di comprendere come sia stata data ad ogni essere una certa quantità di energia vitale, che può essere impiegata :
in maniera entropica (=entropia, è l'attitudine di un sistema a perdere progressivamente la propria energia), ovvero disperdendo costantemente le proprie forze , nella tensione del dimostrare di esistere
in maniera anaentropica (=sistema ottimizzato che non disperde energia), risparmiando risorse per l'azione attiva e di condivisione sulla realtà, consci della propria esistenza determinata.
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