Il vuoto e la mente non locale esprimono due concetti che si compenetrano e si avviluppano uno nell'altro:
coscienza-vuoto informato, informazione-materia, gli stessi concetti osservati secondo due punti di vista differenti, e contermporaneamente convergenti.
Osservare la realtà attraverso due livelli diversificati, vedere l'informazione e l'universo nel suo essere interconnesso e insieme diviso in infinite espressioni.
Realtà e coscienza sono due esperienze relative al medesimo tipo di concetto.
Vediamo come si sviluppano su due piani precisi, di cui uno è l'espressione diretta dell'altro.
Il vuoto informato e cosciente è interconnesso con sè stesso e compenetrante nella relatà dimensionale in una danza costante di autodeterminazione e autoconoscenza. Aspetti fluttuanti all'infinito in maniera costante e determinante, che si muovono attraverso piani di interconnessione e divisione, di creazione e consapevolezza.
Il vuoto in potenza di essere tutto e il tutto in potenza di tornare vuoto.
La coscienza locale determinata e la coscienza non locale interconnette.
I paradigmi della scienza si inseriscono nei paradigmi della consapevolezza e richiamano unioni di modello.
Osservare la realtà nel suo passaggio costante di percezione, nel suo autoinformarsi cercando l'espressione stessa della sua informazione. Onda dinamica di fluttuazione, campo quantomeccanico, energia determinante, enrgia che torna energia e si riqualifica.
La coscienza è l'osservatore, consapevole degli aspetti discreti e di quelli totali, innestata nel tutto e dispersa nel tutto, un insieme infinito di particelle quantiche d'informazione e di materia in divenire, un osservatore mutevole e dinamico che determina esso stesso la realtà osservata in via locale e poi la trasferisce nel campo non locale.
Onda infinita di interazione, spazio non spazio nello spaziotempo mutidimensionale, contenuto un un infinita frazione di atomo e allo stesso tempo contenitore di tutto nel tutto infinito.
Questa è una breve descrizione poetica dell'infinito interagente, dello spazio nello spazio, della donna nuda vestita di abiti sempre più pesanti (grazie Corbucci).
La fisica purtroppo non ammette la mente perciò prende in considerazione solo quello che "vede" o meglio non vede. Se osserviamo invece i processi inserendo anche la mente a quel punto troviamo che in una visione di coscienza autocosciente e determinante il vuoto quantomeccanico è l'origine della psiche, ovvero il luogo di studio della psicologia, proprio in risposta a Corbucci che afferma ironicamente, che la psicologia non è mai diventata scienza proprio perchè non era in grado di spiegare l'oggetto della sua ricerca, ovvero renderlo tangibile.
Il nostro lavoro mostra come tutto è uno anche nella "biologia" psicologica, ovvero la mente non locale è il luogo di azione, che definirei lo spazio o vuoto quantomeccanico psicologico, nel quale risiedono contemporaneamente le idee, la realtà in potenza e la visione totale dell'infinito.
Questo principio, rappresentato dall'onda della coscienza più sopra, che si muove costantemente tra vuoto e pieno, tra locale e non locale, tra informazione e determinazione è il luogo di Dio, l'omniverso completo che segna il crocevia della coscienza con la creazione, della determinazione con la materia.
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