La crisi pilotata una vera opera teatrale scritta a tavolino
La crisi pilotata è arrivata al culmine, come previsto il copione si è svolto in tutta la sua pienezza, anche meglio e più drammaticamente, proprio come un'opera a teatro.
Banche in volo, economia distrutta, stato sociale massacrato, perdita di posti di lavoro incommensurabile, la primavera araba terminata in un cambio di regimi ancora più totalitaristi. Ma dove ci porterà tutto ciò?
Facciamo il punto economico
In un anno si sono consumati passaggi di denaro a non finire e riassetti impressionanti verso la fusione totale in mega consorzi transnazionali. Le borse sono crollate poi si sono riprese, poi hanno ceduto, un fluttuare talmente esagerato che osservarlo lascia senza respiro.
Di fatto il denaro di tutti i risparmiatori è sparito, e in generale molta liquidità è stata inghiottita dalle fauci voraci del sistema monetario. Salvo poi permettere alle banche centrali di stampare tonnellate di carta valore per dare respiro al mercato.
Le politiche economiche degli stati si sono incentrate sui debiti, che sono diventati la prima voce assoluta di spesa. Ciò ha ulteriormente dato forza al sistema creditizio, che ora detta di fatto ogni paragrafo delle manovre economiche.
E che dire degli stati che vanno in default, ovvero non hanno più materialmente i soldi per pagare i servizi minimi, come il minnesota che ha chiuso tutti i propri sportelli per più di due settimane e ha mandato a casa migliaia di dipendenti senza stipendio.
Il nuovo assetto geopolitico: campo di concentramento globale
Di fatto ora ci troviamo in un assetto geopolitico nuovo ma già strutturato, che vede come protagonista la CINA, in assoluto lo stato vittorioso in tutto questo evolversi, che diventa così la prima potenza mondiale di fatto (possiede il debito americano, ha crediti presso tutti i paesi sviluppati, si è espansa nel mercato mondiale in tutti i settori, in primis l'acciaio, del quale adesso è il produttore n.1, ha il monopolio dei metalli rari, necessari per la costruzione di oggetti tecnologici, e così via la lista potrebbe essere molto lunga), una Cina però che dal punto di vista politico mostra uno scenario inquietante per il nostro futuro.
A fronte di una crescita incredibile la popolazione cinese è di fatto schiava di uno stato autoritario totalitarista, non ha diritti di nessun genere, viene ammazzata senza gravi problemi, la pena capitale miete vittime in continuazione, anche per evasione fiscale, e in generale le condizioni cinesi sono quelle di un enorme campo di concentramento venduto al miglior offerente.
Ciò che inquieta è che questo potrebbe essere il modello che esporteranno anche in Europa. Ciò è possibile a fronte dell'attacco che l'Europa sta subendo in tutti i suoi campi del vivere comune che a causa di pressioni, debiti e incertezze vengono abbattuti uno dopo l'altro: economia, stato sociale, servizi minimi, utilità pubbliche, istruzione, politiche di sviluppo e cultura. Sembra di assistere ad una commedia dove atto dopo atto due parti attuano un piano ufficialmente in disaccordo, ma tra di loro in sintonia.
Dall' altra parte gli stati uniti, ormai allo sbando più totale, senza più liquidità di sorta, in costante rischio di default, ma pur sempre la più grande potenza militare e bancaria, insieme all' Inghilterra si stanno contendendo una fetta di carne del bue globale e di fatto ridisegnano ogni giorno lo scenario in realazione con la Cina
La povera Europa si è svegliata da Bretton Wood dopo 50 anni, e solo ora gli americani fanno cassa, e così tutti a pagare e ripagare, per contratti e debiti che negli anni sono diventati enormi.
Non da meno gli altri paesi industrializzati come giappone canada che tra catastrofi e recessione non sanno più come rimettersi in piedi
La primavera araba si è spenta e come volevasi dimostrare si è tramutata in un capovolgimento verso la povertà più totale, dove i cittadini hanno perso ogni diritto e ogni speranza, con regimi teocratici e dittatoriali.
Il resto del mondo è un territorio di conquista delle multinazionali, che nei paesi in via di sviluppo comprano enormi distese di terreno, grandi quanto stati e diventano latifondisti oltre ogni immaginazione.
STATI PRIVATI e STATI DEPRIVATI
I movimenti economici e globali creano da una parte disperazione nella popolazione che risiede nei luoghi colpiti dalla "crisi" e dall'altra nuovi stati privati recintati e ad accesso limitato di dominio di enti grigi e transnazionali.
Il silenzio colpevole delle masse
Ma le masse come reagiscono? Poco o niente.
Questa è una grande novità, perchè non si capisce come persone alle quali venga tolto tutto non reagiscano in maniera arrabbiata e disordinata. Nella storia degli ultimi 800 anni, le popolazioni civili si ribellavano per molto meno, con guerre civili forti e sanguinose.
Oggi no, niente di niente. Ma come è possibile? Non esiste rassegnazione davanti alla fame e allora non si può altro che attribuire ad una stupenda e concreta programmazione fatta a partire dai media digitali e dalla televisione, che hanno portato al silenzio la volontà di ogni singolo.
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