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Abbiamo parlato del corpo quantico e l'abbiamo definito come un sistema energetico interdipendente da quello fisico (vedi articolo corpo quantico).
In realtà il corpo quantico è il luogo della mente non locale, così come il cervello è il luogo della mente locale.
Vedi come ci spostiamo spesso dalla biologia tridimensionale a quella multidimensionale, ma sempre in un quadro di coerenza. Cerchiamo di capire le dinamiche di base della mente non locale
La prima domanda che sorge spontanea è: ma parliamo di fantasie o di fatti? La mente non locale è reale tanto quanto la mente locale e si esprime attraverso rapporti non fisici all'interno dello spazio omnidimensionale.
Ciò significa che con la mente non locale noi innestiamo la nostra farfalla quantica nel campo generale di informazione e coscienza e ne facciamo esperienza. L'esperienza non è frutto di illusioni autoindotte o di fantasie personali sviluppate in maniera creativa, è un vero e proprio salto nello spazio quantico totale nella visione del tutto informante.
Potrei scrivere un libro sulle evidenze della mente non locale, in quanto luogo di sviluppo del pensiero, citerò solo die autori: K.G.Jung e R.Targ.
Jung sviluppò nella prima metà del '900, la teoria dell'inconscio collettivo, egli dimostrò invero che le persone nel loro personale processo di sviluppo attingono ad informazioni che non erano implicite nell'ambiente in cui erano immerse. Queste informazioni furono chiamate archetipi. Gli archetipi sono simbologie complesse che indirizzano il pensiero verso aggregati e soluzioni sempre più avanzate e generali, sono i descrittori della realtà oggettiva, funzioni stesse dell'essere fisico, che si manifestano nella persona e ne indirizzano la crescita. Dico manifestano, perchè letteralmente compaiono dal nulla nel sistema di credenza del singolo. Jung dimostrò che gli archetipi si sviluppano nelle persone in maniera similare in tutte le parti del pianeta e con le stesse modalità, proprio come programmi autoinstallanti che si attivano da soli al momento giusto. Questi simboli per Jung si trovano in un luogo non ben definito chiamato inconscio collettivo.
Successivamente a Jung le teorie andarono via via migliorando la definizione, si arrivò a definire l'inconscio collettivo in molte maniere, tra cui campo morfogenetico, campo non locale. Proprio la definizione di campo è quella che ha poi preso definitivamente corpo: il campo è infatti il luogo in cui avvengono le dinamiche non locali riguardanti le interazioni tra coscienza e realtà ologtrafica.
In questo contesto si inserisce il lavoro di R.Targ, fisico statiunitense che lavorò a lungo con R.Monroe alla ricerca dei principi della mente non locale. Essi lavorarono a lungo per la CIA e successivamente alla Stansford University, dove Targ compì importanti esperimenti.
Il lavoro di Targ è di fondamentle importanza perchè ha mostrato in condizioni di assoluto controllo come la mente si possa proiettare in luoghi lontani in maniera fedele e reale: con ciò si intende che la persona con la visione della mente non locale è in grado di vedere oggettivamente un luogo lontano del quale le è conosciuto solo il nome o addirittura le coordinate.
L'esperimento maggiore che è stato reso pubblico da pochi anni doppo la secretazione per lungo tempo riguardava l'indagine non locale di un sito atomico durante la guerra fredda.
Il soggetto, che era un impiegato della polizia particolarmente sensibile, si proiettò letteralmente verso un luogo, in Russia, dopo averne ricevute le coordinate. Ne face un disegno molto chiaro e raccontò in maniera dettagliata la sua visualizzazione, di come si spostava sopra gli edifici e come cambiava angolo di visuale.
Il luogo era completamente sconosciuto alle forze americane e solo successivamente fu lanciato un satellite spia, che confermò precisamente il resoconto del poliziotto.
E' da notare che questo esperimento fu uno dei tanti elaborati e messi a punto da Targ, il quale all'università disponeva di un laboratorio preciso e isolato, nel quale tra gli altri testava la possibilità della mente non locale e della trasmissione del pensiero.
L'esperimento in sè della base rappresenta una pietra miliare nell'indagine non locale e pone i presupposti per capire la semplicità che abbiamo in via strutturale di accedervici. Infatti Targ stesso nel libro " I miracoli della mente" spiega precisamente quale sia la dinamica per entrare nella mente non locale e ottenere informazioni. Un metodo molto semplice, che richiede principalmente la convinzione che sia possibile, non una fede dogmatica, una semplice predisposizione al fatto che possa avvenire. Egli in molti seminari ha mostrato chiaramente come tutto ciò funzioni e io stesso nella fase di sviluppo ho utilizzato con successo i suoi accorgimenti per penetrare realtà non locali.
Ma ora torniamo alla mente non locale e al corpo quantico.
Dopo questa breve disquisizione possiamo ragionevolmente pensare che la mente non locale sia un fatto sicuro e personalmente ti consiglio di fare qualche esperimento, perchè l'esperienza vale nell'uomo compelto vale più di molte parole. Eventualmente sciverò un articolo su come penetrare la mente non locale in maniera controllata.
L'accesso alla mente non locale rappresenta il passo per capire la multidimensione.
Quando pensiamo elaboriamo i dati di situazioni ed esperienze, quando siamo non locali ci immergiamo nei dati e diventiamo parte di loro stessi, siamo informazione informante e coscienza elaborativa. In un certo seno ci stacchiamo con la farfalla quantica dal corpo e la innestiamo dentro la griglia generale della supercoscienza.
A quel punto ci proiettiamo in infinite particelle quantico/meccaniche verso l'Universo assoluto e totale e ogni minima particella è noi e nello stesso tempo è tutto, ovvero informa il campo e viene informata informando.
L'informazione delle particelle di coscienza interagisce con tutte le altre particelle delle coscienze e contemporaneamente le altre particelle la informano in maniera interattiva creando un dialigo infinito e un passaggio costante di informazione coscienza.
Questa è la dinamica della mente non locale, la capacità di ramificarsi all'infinito facendo infinite esperienze di determinazione in una danza dinamica senza sosta.
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