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Un nuovo modello di ragion d'essere
Il ciclo giornaliero della vita coinvolge tutte le pratiche umane sia di stampo religioso che profano. Attraverso una reinterpretazione dello scorrere del tempo è possibile creare un nuovo modello di persistenza umana, basato sul fatto che la ragion d'essere è la crezione cosciente e non il mero fare. Perchè la gestione del tempo è funzione ciclica e immanente.
La scansione della giornata e il ciclo del tempo linerare
In tutte le epoche l'uomo ha linearizzato il proprio tempo e ha trasformato la sua esistenza in un insieme di attività ripetitive che riempissero il vuoto del nulla.
La paura di non avere uno scopo ha spinto alla ricerca di una ragione d'essere singola e collettiva, che si è tradotta nel concetto di storia, personale e di gruppo, una storia che se raccontata era in grado di testimoniare l'esistenza stessa di chi ne era soggetto. In questo modo è stata creata la società di quest'éra: un insieme umano costretto in una linea di causa effetto artificiale e non individuale.
Il tempo romano: sol invictus segna tempo
Storicamente a scandire il tempo è stato l'alternarsi di luce e buio, dovuto al ciclo del sole. In questo ciclo vi erano ulteriori scansioni basate sul movimento giornaliero e lo spostamento della lancetta dello gnomone segnatempo. Nasce così l'uso romano di battere le ore: alba, prima, terza, sesta, nona, vespro. Tutta la vita era scandita dal suono della campana del foro, che annunciava i periodi della giornata: inizio lavoro, pausa pranzo, inizio pomeriggio, termine lavoro.
Dopo i Romani ci pensarono i Cristiani a seguire il sistema del tempo solare, organizzando la vita in un ciclo costante di ufficio divino, costruito sulla scansione precedentemente definita dai Romani. I Musulmani adottarono anch'essi questo sistema nel loro computo delle orazioni.
Il tempo da lineare a ciclico
La differenza tra il sacro e il profano è determinata dal fatto che il lavoro è considerato in mutamento, comandato dall'uomo, mentre la preghiera e il tempo divino sono infiniti e ripetono costantemente la volontà creatrice di Dio. Quindi malgrado le somiglianze il concetto fondamentale che si cela alla base rende differenti i due modelli.
Pertanto l'uomo che segue il tempo profano si aspetta che avvenga qualcosa di preciso con il passare del tempo, e se non accade teme di perdere la sua ragion d'essere. Insegue quindi gli eventi con trepidazione e ricerca in essi accrescimento di prestigio, denaro, sapere, gloria in una tensione costante che favorisce paure desideri e controllo. L'uomo sacro segue il tempo divino fine a sè stesso, non si aspetta che avvenga nulla di particolare, ritiene la creazione già perfetta così com'è.
Il tempo dell' HOMO NOVUS
L'uomo nuovo osserva lo scorrere degli eventi secondo le sue due capacità simmetriche: frattale e olografica.
La capacità frattale permette di vivere al di fuori degli accadimenti lineari, perchè è già chiaro all'umano che nulla può succedere che già non sia avvenuto all'interno del campo funzione vibrazionale. Egli osserva dalla cima del monte il mondo in evoluzione e mutazione come perno della ruota ma non si muove con essa.
Quando però l'uomo nuovo agisce con la capacità olografica interpreta e crea qualcosa di originale, realizza secondo la propria percezione frattale un evento lineare. Diventa strumento di azione diretta del logos, ma è lui che personalmente realizza l'azione.
Scansione temporale e ritualità
Dal momento in cui viene integrato il processo del tempo secondo le due modalità lineare e ciclica, l'uomo diventa immortale, e comprende che la morte altro non è che un passaggio di stato e un ritorno costante verso una condizione prevalente: da frattale ad olografica, da olografica a frattale, in un ciclo animico inphinito.
Come misurare il tempo inphinito
Per misurare il tempo e scandirlo nella maniera necessaria basta usare uno gnomone, che nell'arco della giornata cambiando la posizione della sua ombra indicherà lo scorrere delle unità temporali, ma ancora più semplice si possono utilizzare i due momenti principali che fanno da ponte tra l'oscurità e la luce: alba e tramonto.
Tracciare in terra due circonferenze, una con diametro pari allo gnomone e una con diametro doppio: le ore importanti sono quelle in cui l'ombra è doppia, uguale, minima, uguale, doppia e quindi lunghissima.
Testimone di ragion d'essere
La sensazione di pienezza che ne deriva è un indicatore che la simmetria realizzata è giusta e specialmente che la ragion d'essere non è nel produrre costantemente un'azione, sia anch'essa inutile, ma in realtà nel
creare azione, completa simmetrica e sostenibile su tutti i priani dello spazio vibratorio.
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